Rocciamelone

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fabio_olmo
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Quota di partenza: 
2 110 m
Quota di arrivo: 
3 558 m
Dislivello: 
1 428 m
Tempo di salita o complessivo*: 
4h00'
Tempo di discesa: 
2h30'

Introduzione

Impegnativa escursione, specie se fatta in giornata, alla ultra-frequentata vetta simbolo della Valle di Susa, la quale in condizioni di tempo limpido, regala un panorama eccezionale sulle vette piemontesi aostane e francesi.

Descrizione

Lasciata l'auto sul piazzale o sulla strada sterrata si prende, dal Rifugio La Riposa (telefono 328-2544055 oppure 333-7009549 60 posti letto), l'unico sentiero scavato nei bellissimi pendii erbosi.Si comincia cosi la salita alla cima che vedrà rarissimi e brevi tratti pianeggianti. Seguendo le semplici e ben visibili indicazioni sul sentiero dopo 1h30' si giunge, dopo avere scelto ad un bivio il percorso più corto, al Rifugio Cà d'Asti (telefono 0122-33192, 60 posti letto 2854 m) denominato cosi in memoria del primo salitore Bonifacio Rotario d'Asti nel 1358.
La vista dal rifugio è appagante e spazia su tutta la val Susa. Dal Rifugio "Cà d'Asti" si prosegue ora su una lunga e insidiosa pietraia. Dopo un lungo traverso si giunge finalmente ad un pilone sul quale è cementata la Crocetta di Ferro che viene toccata con una breve ma ripida serie di stretti tornanti (3.306 m; 3h15') qui il panorama comincia ad aprirsi sulle valli a Nord e sulle vette francesi. Di fronte a noi ormai scoperto il Monviso. Dalla Crocetta di Ferro si vede ora la vetta ed il tratto finale più esposto scavato nella roccia che con la presenza di corde fisse nell'ultimo tratto, forse più utili alla discesa che alla salita, ci porta sulla vetta dove si trovano il piccolo bivacco "Santa Maria" 13 posti con cappelletta e la statua della Madonna delle Nevi, portata sulla vetta nel 1899.
Il panorama è stupendo su tutte le Alpi occidentali, arrivando, nelle giornate più terse, a vedere il Monviso a S, le Barre des Ecrins a O, il Monte Bianco e Gran Paradiso a N, il Monte Rosa a NE e la collina torinese a SE. A N il sempre piu piccolo ghiacciaio del Rocciamelone.
La discesa si percorre sullo stesso itinerario.
Da segnalare altre due vie dirette alla vetta dal lago di Malciaussia una escursionistica attraverso il Colle della Croce di Ferro e una alpinistica attraverso il Rifugio Tazzetti e il ghiacciaio del Rocciamelone.

La prima ascensione documentata della montagna risale al lontano 1 settembre 1358 ad opera di Bonifacio Rotario d'Asti: fatto prigioniero in Terra Santa, si impegnò con un voto a salire la più alta cima d'Italia (cognizione dell'epoca), qualora fosse stato liberato.

Bibliografia

  • G.Berutto - L.Fornelli, Guida dei Monti d'Italia: Alpi Graie Meridionali, Milano, 1980
  • G.Berutto, Valli di Lanzo e Moncenisio, Torino, 1996

Cartografia

  • Valli di Lanzo e Moncenisio, Foglio 2, scala 1:50.000, Istituto Geografico Centrale

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