Guido Machetto: un poeta nel regno delle nubi

Venerdì, 28 Ottobre, 2016 - 21:00
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Guido Macchetto ©CAI Biella

Cai Biella e Scuola Nazionale di Alpinismo “Guido Machetto” ricorderanno il 28 ottobre, a quarant’anni dalla scomparsa, il celebre alpinista biellese, pioniere della rivoluzione in “stile alpino” delle spedizioni extraeuropee

Venerdì 28 ottobre, alle 21, nell’auditorium di Città Studi, a Biella (corso Giuseppe Pella, 2) saranno presenti amici e compagni di cordata che faranno rivivere la poliedrica e sfaccettata figura di Machetto.  La serata ha per titolo “Guido Machetto: un poeta nel regno delle nubi”. Sul palco di Citta degli Studi si alterneranno il grande alpinista Alessandro Gogna, con Machetto tra i membri della sfortunata spedizione all’Annapurna nel 1973, gli alpinisti biellesi Giovanni Antoniotti e Beppe Re e la giornalista Laura Gelso. Ognuno di loro racconterà un  momento preciso dell’epopea alpinistica di Machetto, iniziata  nel 1962 con la prima ripetizione in una sola giornata della via Cassin, alla parete Nord delle Grandes Jorasses, nel gruppo del Bianco, con Giorgio Bertone, e finita tragicamente il 24 luglio del 1976 per una caduta sul Pilier Bernezat alla Tour Ronde. A tenere il filo e a coordinare i momenti di racconto a quelli in cui le immagini, alcune inedite, si sostituiranno alla parola, sarà il direttore della Scuola Nazionale di Alpinismo “Machetto”, Mauro Penasa.

“Guido Machetto: un poeta nel regno delle nubi” sarà un momento imperdibile per rivivere una stagione alpinistica in cui Biella, con i suoi giovani alpinisti, fu protagonista a livello nazionale e non solo. Si riscoprirà un approccio alla montagna, alla sfida con ambienti ostili, alla sfida con se stessi, che ancora oggi appare moderno e contemporaneo. Anzi, per certi aspetti, appare oggi più moderno rispetto alla realtà che si sta vivendo. Erano gli anni, del resto, della rivoluzione giovanile, e dell’epica dell’On The Road.

Per i più giovani sarà un piacere conoscere l’epopea della spedizione del Cai Biella del 1971 in Hindu Kush con Guido Machetto, Giovanni Antoniotti, Beppe Re, Ettore Gremmo, Rino Prina Cerai, Renzo Coda Zabetta, Miller Rava, Ezio Buscaglia, Mario Fumagalli, Giovanni Veronese. Alcuni di loro partirono da Biella a bordo di un “mitico” Bull Volkswagen e, attraversando il Caucaso, seguendo la via Della Seta, raggiunsero il campo base in Afghanistan. Una vera e propria impresa fu poi quella vissuta con Beppe Re. Nel 1974 lui e Machetto soli tornarono in Hindu Kush e scalarono il Tirich West II (7480 m). Fu la prova d’orchestra del nuovo concetto: sull’Himalaya come sulle Alpi! Machetto è stato una figura importante che ha ribadito in modo molto intransigente una maniera del tutto personale di porsi di fronte all’alpinismo. Chiunque concorderà sull’influenza delle sue salite ma soprattutto dello stile pulito e veloce con cui ha sempre cercato di portarle a termine. Eppure, nella sua dimensione di alpinista internazionale, Machetto è sempre rimasto fondamentalmente biellese, ed attaccato alla sua terra ed alla sua gente. Se possibile, la sua scomparsa ne ha fatto una figura ancor più leggendaria. Perché è stato uno degli ultimi eroi. Perché ha saputo “sognare lontano”. Perché è stato un poeta, uno dei pochi in alpinismo.

La stagione autunnale del Cai Biella, allestita grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, proseguirà il 25 novembre, con una serata dedicata ai ragazzi  dell’ITIS che hanno partecipato al progetto di alternanza Scuola e Lavoro che li ha portati a conoscere i sentieri del Biellese e, affiancati dai volontari del Cai, a lavorare per il loro ripristino, ed il 2 dicembre quando si festeggeranno i 50 anni del riconoscimento della qualifica di “nazionale” alla Scuola di Alpinismo.

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